L’ESORDIO
Una vita vera, vissuta a pieno nella ricerca delle risposte alle grandi domande personali e universali: la conquista della libertà interiore, la possibilità del perdono, il senso dell’esistenza, il potere dell’amore. È in libreria da pochi giorni Aforisma di vita, il primo romanzo del rodigino Luca Bergonzini, in arte e per gli amici Luca B.
Come è nato questo libro? «Dopo due testi di poesie e riflessioni più brevi, ho voluto passare alla narrativa per un’esigenza interiore e il bisogno di condividere un messaggio di speranza attraverso la mia esperienza di vita. Una volta conclusa la stesura, un problema al computer mi ha cancellato tutto il lavoro, lasciandomi nello sconforto, pronto a rinunciare all’idea. Dopo un po’ ha però vinto il bisogno di verità, la necessità di fare chiarezza e di trovare una sintonia autentica con la vita».
Un bisogno interiore o un messaggio? «Entrambi. Ho sentito in me qualcosa che mi costringeva a proseguire nel testo, portandomi verso una direzione di consapevolezza e di perdono. Voglio quindi lasciare anche un messaggio, specie in questo periodo di forte incertezza: è fondamentale nella vita cercare la libertà come stato di coscienza». Quali sono state le esperienze di vita più forti?
«Tutte. La mia è stata una vita segnata da tantissime sventure e avventure; oggi però non cambierei nulla, perché tutto ciò che è stato mi ha fatto diventare ciò che sono. Ho sopportato dolore e lutti, paura e disagio, fame e precarietà, ma tutto mi ha dato la forza per cercare la felicità».
Come hanno reagito le persone della tua famiglia? «Il libro lascia spazio a tanti familiari, in modo particolare a mio padre, con cui ho avuto un rapporto a dir poco tormentato. Ha finito di leggere il libro a poche ore dal suo compleanno e con gli auguri per i suoi 83 anni ho chiesto il suo parere. In un primo momento si è sentito un po’ in imbarazzo, ma poi ha capito la mia necessità e mi è grato per quanto ho fatto».
Come è oggi la tua vita? «Finalmente ho trovato il modo per aiutare le persone dando loro pace e serenità: sto per concludere la formazione e diventare un operatore olistico: un’attività che mi piace da tanto e che mi permetterà di realizzarmi, assieme alla scrittura, che non posso e non voglio lasciare. Il genere narrativo mi piace e mi rappresenta bene, quindi il prossimo libro sarà un altro romanzo; aspetto solo una bella storia da scrivere».
(Sofia Teresa Bisi)

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